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Formulazioni di terapia ormonale e rischio di malattia di Parkinson


La terapia ormonale rappresenta una classe di farmaci ampiamente prescritti alle donne nel mondo occidentale.
Studi su modelli animali e in vitro hanno mostrato che gli estrogeni possono proteggere contro i danni del sistema nigrostriatale e aumentare la sintesi, il metabolismo e il trasporto della dopamina.
Le esistenti ricerche epidemiologiche hanno indicato una possibile riduzione del rischio di malattia di Parkinson associata all'uso della terapia ormonale.

Uno studio ha valutato il rischio di malattia di Parkinson associato a specifiche formulazioni di terapia ormonale.

Casi confermati da un neurologo e controlli appaiati per età sono stati identificati dal Group Health Cooperative ( GHC ) del Washington State ( Stati Uniti ).

L’analisi finale ha incluso 137 casi di sesso femminile e 227 controlli.

L’uso della terapia ormonale è stato accertato dal database GHC, ulteriormente suddiviso in estrogeni coniugati, estrogeni esterificati e progestinici.

Non aver mai utilizzato la terapia ormonale ha dimostrato un rischio suggerito elevato con l'uso di estrogeni esterificati ( odds ratio, OR=3.1 ) e nessun rischio associato all'uso di estrogeni coniugati ( OR=0.6 ).

Quando la ricerca è stata limitata all'analisi alle prescrizioni che includevano progestinici è emerso che il rischio associato all'uso di estrogeni esterificati era ancora più alto ( OR=6.9 ).
Nessun rischio era associato all'uso di estrogeni coniugati ( OR=1.7 ).

I risultati suggeriscono un aumento del rischio di malattia di Parkinson correlato all'uso di estrogeni esterificati combinati con progestinici, e nessun rischio associato agli estrogeni coniugati con progestinici.
Questi risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la scelta della terapia ormonale nella pratica clinica. ( Xagena2014 )

Lundin JI et al, Mov Disord 2014;29:1631-1636

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