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Sindrome di Pisa nella malattia di Parkinson


È stata stimata la prevalenza della sindrome di Pisa nei pazienti con malattia di Parkinson, ed è stata valutata l'associazione tra sindrome di Pisa e variabili demografiche e cliniche.

In uno studio multicentrico trasversale, pazienti con malattia di Parkinson che frequentavano 21 Centri italiani per i disturbi del movimento sono stati arruolati e sottoposti a valutazione clinica standardizzata.

La sindrome di Pisa è stata definita come deviazione laterale del tronco di 10° o superiore.

I pazienti con malattia di Parkinson sono stati confrontati in base alla presenza di sindrome di Pisa per diverse variabili demografiche e cliniche.

Tra i 1.631 pazienti con malattia di Parkinson arruolati, la sindrome di Pisa è stata individuata in 143 pazienti ( 8.8% ).

I pazienti con sindrome di Pisa erano più anziani, avevano più basso indice di massa corporea, più lunga durata della malattia, più alti stadi della malattia, e più scarsa qualità di vita.

Le cadute sono risultate più frequenti nel gruppo sindrome di Pisa così come l’andatura virante ( cioè la deviazione progressiva verso un lato quando il paziente cammina avanti e indietro con gli occhi chiusi ).

I pazienti con sindrome di Pisa hanno ricevuto un maggiore dosaggio giornaliero di Levodopa equivalente e hanno avuto più probabilità di essere trattati con la combinazione di Levodopa e agonisti dopaminergici.

L'osteoporosi e l’artrosi erano significativamente le più frequenti patologie associate nei pazienti con sindrome di Pisa.

Molteplici modelli di regressione logistica hanno confermato l'associazione tra sindrome di Pisa e le seguenti variabili: fase Hoehn e Yahr, trattamento combinato continuo con Levodopa e agonisti della dopamina, condizioni mediche associate, e presenza di andatura virante.

In conclusione, i risultati hanno indicato che la sindrome di Pisa è una complinza relativamente frequente e spesso invalidante nella malattia di Parkinson, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia.
L'associazione dipende da un certo numero di variabili demografiche e cliniche potenzialmente rilevanti. ( Xagena2015 )

Tinazzi M et al, Neurology 2015; 85: 1769-1779

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